L’ASSOCIAZIONE “INNAMORATI DEL CENTRO” E IL COLLEGIO “ARTI E MESTIERI” DI PERUGIA INSIEME CONTRO UN’ALTRA LEGGE ANTI-CENTRO

L’applicazione della direttiva europea Bolkestein in materia di liberalizzazione dei servizi nel mercato interno ha preoccupato le principali associazioni dei centri storici umbri, da qui è nato un asse tra l’Associazione “Innamorati del Centro” di Foligno e il Collegio “Arti e Mestieri” sua gemella in Perugia.

In un incontro entrambe le associazioni hanno espresso le loro preoccupazioni, infatti se il consiglio regionale dovesse applicare la direttiva senza dettarne un regolamento limitativo, si rischierebbe una liberalizzazione selvaggia della grande distribuzione. In ballo ci sono già una ventina di domande presentate, che riguardano molti comuni umbri, per l’ampliamento e l’apertura di nuove grandi superfici di vendita, una ulteriore stangata alle attività commerciali dei centri storici. Infatti se a livello nazionale la presenza della grande distribuzione è di 170 metri quadrati per abitante, in Umbria il valore sale a 270 metri quadri e nella provincia di Perugia si raggiungono i 710 metri quadri pro capite e nella classifica nazionale l’Umbria è al terzo posto dopo Lombardia e Veneto per sviluppo della grande distribuzione in rapporto con la popolazione. In un incontro svoltosi sabato mattina i presidenti delle associazioni hanno sottolineato che, se da un lato la direttiva EU impedisce di opporre vincoli quantitativi è “sulla qualità” che, con una normativa adeguata, la regione può governare il territorio in maniera sensata, senza continuare a danneggiare il commercio locale depauperando al tempo stesso il tessuto vitale dei centri storici.

Pertanto,  accanto alla legge che percepisce la cosiddetta direttiva Bolkestein, serve una moratoria che ne limiti l’efficacia ed imponga precisi paletti entro cui liberalizzare (ciò che peraltro Marche e Toscana hanno fatto con una moratoria di dieci anni).

Se è vero che i processi economici devono per forza andare avanti, la capacità e la lungimiranza dei nostri amministratori locali deve essere quella di saper concertare e accompagnare pian piano la convivenza tra la piccola impresa commerciale e artigiana e la grande distribuzione e non permettere che quest’ultima finisca per impoverire e desertificare i bellissimi centri storici della nostra regione che già soffrono fortemente per gli stravolgimenti degli ultimi anni.

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